Spese straordinarie per il mantenimento dei figli: cosa sono e come si determinano

Oggi nella consueta pillola di diritto si parlerà delle spese per il mantenimento dei figli da parte dei genitori dopo la separazione/divorzio e, in particolare, delle così dette “spese straordinarie”: andiamo subito a scoprire quali siano e che impatto economico abbiano nella vita di molti coniugi separati/divorziati.

Mentre in costanza di matrimonio è pacifico che ogni genitore contribuisca al mantenimento dei figli proporzionalmente alle proprie possibilità senza alcuna distinzione riguardo alla tipologia di spesa da affrontare, dopo la fine del rapporto coniugale o affettivo tale obbligo permane con un’importante distinzione. Nella stragrande maggioranza dei casi, i genitori, sposati o conviventi che siano, terminata la propria relazione sentimentale, si rivolgono al Tribunale affinchè il Giudice stabilisca sia una somma determinata, a titolo di contributo al mantenimento della prole, (il cd. “mantenimento per spese ordinarie”), importo che il genitore non collocatario (cioè il genitore che non risiede con i figli) dovrà versare all’altro genitore, sia una somma determinata solo in percentuale relativa alle cd. spese straordinarie. Solitamente le spese straordinarie vengono divise al 50% fra i genitori nel caso in cui questi abbiano redditi equivalenti, in caso contrario il Giudice può decidere diversamente onerando il genitore economicamente ”più forte“ di una percentuale maggiore di spesa.

Ma cosa si intende per spese straordinarie? Non esiste un’elencazione precisa di quali siano le spese straordinarie ma la  Suprema Corte fornisce un valido aiuto stabilendo in maniera semplice e preciso che, a differenza delle spese ordinarie che soddisfano i bisogni quotidiani della prole, quelle ‘‘straordinarie’’ sono costituite dagli “esborsi necessari a far fronte ad eventi imprevedibili o addirittura eccezionali, ad esigenze non rientranti nelle normali consuetudini di vita dei figli minori fino a quel momento, o comunque spese non quantificabili e determinabili in anticipo o di non lieve entità rispetto alla situazione economica dei genitori” (Cass. Civ., n. 6201, del 13 marzo 2009).

Sono quindi da considerarsi straordinarie le spese collegate ad eventi eccezionali della vita dei figli e a tutti quegli eventi imprevedibili che non rientrano nelle normali consuetudini della prole.

Molti Tribunali per venire incontro alle esigenze di chiarezza e trasparenza da parte dei cittadini hanno stilato protocolli in cui vengono definite le linee giuda per individuare al meglio tali spese.

Il protocollo del Tribunale di Genova prevede tre tipologie di spese straordinarie: spese sanitarie, spese scolastiche e spese extra scolastiche. All’interno di tali gruppi si differenziano le spese che un genitore può affrontare in autonomia ovvero senza essere concordate con l’altro genitore il quale, previa esibizione della documentazione giustificativa della spesa, sarà comunque obbligato a versare la propria quota e le spese che debbono essere necessariamente concordate, pena, in mancanza di accordo, il venir meno dell’obbligo di rimborso a favore di chi le ha anticipate.

Possiamo dire, a titolo di esempio, che in campo sanitario viene previsto il necessario accordo tra i genitori per tutte le spese sanitarie erogate da strutture private come ad esempio operazioni in strutture private, fisioterapia, logopedia, cure odontoiatriche private, apparecchio ortodontico, occhiali etc.

Relativamente alle spese scolastiche non richiedono il preventivo accordo (elenco non esaustivo): tasse scolastiche di ogni scuola pubblica di ogni ordine e grado e le tasse universitarie sino all’ultimo anno della durata del corso legale, libri di testo e corredo scolastico di inizio d’anno, titoli di viaggio del trasporto pubblico necessari per frequentare la scuola, già scolastiche senza pernottamento. I genitori devono concordare invece l’iscrizione e le tasse per gli istituti privati, corsi post universitari, pagamento del pre scuola o post scuola.

Rientrano invece nell’ultima categoria di spese straordinarie extra scolastiche la spesa per il conseguimento della patente b che non richiede il preventivo accordo. Richiedono. Invece. sempre il placet dell’altro genitore: corsi di istruzione, attività ludiche, sportive e artistiche, acquisto di attrezzatura sportiva o di strumenti musicali, mantenimento e acquisto di animali da compagnia, spese relative all’acquisto di moto/auto e il loro mantenimento (bollo assicurazione) e manutenzione etc.

Questa elencazione deve far riflettere sul fatto che oltre al contributo mensile per il mantenimento dei minori, diritto e dovere inderogabile per ogni genitore, esiste questa misconosciuta varietà di spese che, seppur straordinarie, incidono sensibilmente a livello economico ed è, pertanto, doveroso utile conoscerle per sapere cosa e quanto i genitori debbano pagare in ogni circostanza.

 

Avv. Maria Teresa Auteri

 

 

Photo by Visual Stories || Micheile on Unsplash

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