SOS Genitori “posseduti”

Eravate una coppia affiatata e serena poi dopo la nascita del vostro primo figlio oltre all’emozione e alla gioia sono iniziati i litigi?

Vi è mai capitato parlando con la vostra dolce metà o con qualcuno di molto vicino a voi, di proferire delle affermazioni generali sui bambini e in quel preciso momento rendervi conto che non eravate voi a parlare ma qualcun altro, chessò vostra madre, vostro padre la nonna ecc.?

Vi sembrava anche di poterne quasi percepire l’intonazione della loro voce attraverso la vostra?

Antropologicamente e ironicamente parlando, potreste essere stati vittima di un episodio di “possessione genitoriale”!

Asserzioni banali e sensate come “ah, i bambini hanno bisogno di stare all’aria aperta” o “i bambini vanno vestiti comodi, io ho sempre portato la tuta da piccola!” in determinati momenti e soprattutto quando si è diventati da poco genitori, assumono delle tinte calde o fredde a seconda di chi sta parlando attraverso di noi.

Il lato negativo è che spesso emergono in contrapposizione al pensiero di qualcun altro, come il nostro partner per esempio.

Proprio attraverso queste peculiari esperienze è però possibile comprendere le caratteristiche della cultura familiare della quali siamo portatori e proprio attraverso l’osservazione di queste frasi stereotipate possiamo conoscerci meglio e gestire le modalità relazionali della nostra nuova famiglia.

Come accennato spesso è durante i litigi che emergono questi “stereotipi” e ci parlano di come “dovrebbe” essere accudito, educato un bambino o di come i genitori dovrebbero comportarsi.

Ma questo bambino è sempre un bimbo generico e raramente il nostro, così come i genitori di cui parliamo non siamo mai noi! Come antropologa mi diverte e mi sembra utile a cambiare la prospettiva di osservazione riferirmi a queste situazioni come a dei piccoli esempi di “possessione”.

Questi si verificano sia sul fronte materno sia su quello paterno e sono eventi dei quale è difficile rendersi conto… pensare che attraverso di noi possono parlare gli “spiriti dei nostri parenti” , “i numi tutelari” della nostra famiglia di provenienza può fare un certo effetto!!! 

I più attenti riescono a sentire il momento in cui entrano in campo questi pensieri “d’altrove”, altri se ne accorgono solo dopo. 

Un’esperienza del genere può essere sconcertate per qualcuno e molto curiosa per qualcun altro. 

Le voci e le parole di un’altra persona vengono emesse proprio dalla nostra voce e ci catapultano ai tempi in cui quelle parole sono state udite e ne emergono anche i toni di voce di chi le proferiva e il contesto.

Considerazioni banali non generano grandi problemi ma se pensiamo a scontri sul terreno dell’allattamento, dell’alimentazione, del sonno li si, avere dei punti di vista che non parlano della nostra specifica situazione ma di una cultura familiare in generale può creare momenti di tensione.

Ricordo una cliente che durante una mappatura antropologica del suo sistema familiare mi raccontò di una lite furibonda con il marito i cui toni potrei riassumere così: 

lei “i bambini devono potersi sporcare, un bimbo sporco è un bimbo felice” 

e lui “i bambini devono essere puliti non appena si sporcano e inibiti dal farlo, un bambino sporco è un bambino che si ammala più facilmente”. 

Parlando della cosa approfonditamente emerse che entrambi i genitori in quel momento non stavano parlando di loro figlio, stava invece accadendo che, attraverso di loro, rispettivamente un nonno e una madre, continuavano a sostenere ciò che avevano detto e ripetuto per tanti anni addietro.

In questo caso eravamo giunti alla conclusione che divenendo genitori, alla ricerca di certezze alle quali ancorarsi per iniziare a strutturare una nuova famiglia, entrambi avevano cercato di portare qualcosa al loro progetto, ma che cosa?

Dei contenuti di “altri” erano passati attraverso le loro labbra….Un momento antropologicamente interessante che ha fatto emergere i modelli familiari di questa neo-coppia genitoriale. 

Questa lettura delle cose può rappresentare un’occasione che permette di creare una mappa  di ciò che è sul campo, delle risorse, delle strettoie e dei punti di scontro ma, soprattutto, permette di discutere insieme e di creare una nuova cultura familiare che sia un’armoniosa fusione dei retaggi culturali dei quali siamo portatori senza avere la sensazione di essere sopraffatti da quelli dell’altro.

Un’occasione per maturare  fiducia in ciò che si sta facendo, per imparare a mettere limiti ed esprimere bisogni e incertezze, un’occasione per lavorare ad un progetto comune con tutte le proprie energie e con un nuovo punto di vista su ciò che talvolta ci induce al litigio!

Vedere gli stereotipi familiari, accettarli e “lasciarli andare” per mettersi al tavolo delle trattative con la o le persone che con noi vivono l’avventura dell’essere genitore è un’occasione che porta grande consapevolezza e sicurezza.

E a te è mai capitato?

Parliamone insieme!

Federica Micucci

Lascia un commento

X
X