Otite : parla l’osteopata

OTITE MEDIA CRONICA

L’orecchio così come occhio e naso fa parte dell’apparato sensoriale che raggiunge il suo massimo sviluppo all’anno di età nell’essere umano. 

Funzioni come udito, vista e olfatto possono essere quindi influenzati in questo arco di tempo da molteplici fattori sia corporei che extra-corporei. Le orecchie sono “gli imbuti dell’anima” le cui funzioni di udito ed equilibrio hanno a che fare con l’orientamento nello spazio. 

L’udito è fondamentale per lo sviluppo della parola. Gli effetti della percezione dei suoni si fanno sentire anche sul sistema endocrino e viscerale.

Uno dei problemi più frequenti riguardanti l’orecchio e la sua funzione in età pediatrica è l’OTITE MEDIA. 

La struttura della cavità auricolare maggiormente coinvolta è la tuba uditiva, cioè quel “Tubo” che collega la cavità media dell’orecchio alla faringe (vie respiratorie alte) che viene ostruito. Inoltre le pareti di rivestimento interno di queste strutture (mucose) sono le stesse. Questo già ci dice quanto spesso infiammazioni ricorrenti alle alte vie respiratorie possano essere tra le cause scatenanti l’intasamento dell’orecchio. 

Questa patologia si manifesta soprattutto tra il sesto mese ed il terzo anno di vita. 

Gran parte dei bambini all’età di 7 anni è stata affetta da otite almeno una volta. 

l’Otite Media è un’infiammazione che può essere di origine virale, batterica o mix di entrambe, e può manifestarsi con presenza o meno di fluido all’interno dell’orecchio (effusione).

Il dolore in fase acuta può essere accompagnato anche da sintomi aspecifici come febbre, nausea, vomito per i quali la gestione è di pertinenza medica.  

Esclusa la necessità d’intervento chirurgico, come nel caso di compressioni adenoidali sulla tuba uditiva e insuccesso della terapia farmacologica, l’osteopata si trova trattare questa patologia in fase cronica ovvero quando non c’è dolore ma perdita di udito e sensazione di “orecchio pieno”. 

La predisposizione genetica, il peso ridotto ala nascita con sistema immunitario debole, il mancato allattamento al seno, esposizione al fumo passivo, problemi di deglutizione causati dall’utilizzo del ciuccio o dal “dito in bocca”, possono essere considerati fattori di rischio. Inoltre l’aspetto alimentare per eventuali situazioni  allergiche possono cambiare le qualità del muco presente nella cavità dal punto di vista metabolico. Anche l’eccessivo mantenimento in posizione supina del bebè potrebbe aumentare il rischio di otite a causa del ritardo di crescita di porzioni dell’osso temporale del cranio.

Nella M.T.C (Medicina Tradizionale Cinese) l’orecchio è associato  a rene e vescica. Non sono rari i casi in cui bambini che soffrono di otite facciano pipì a letto. Spesso dopo intervento chirurgico sulle adenoidi che premono sulla tuba, scompare l’enuresi notturna.

L’approccio osteopatico parte sempre globalmente per diventare  via via sempre più specifico. Trattare l’apparato muscolo scheletrico agendo sugli arti inferiori ha come obiettivo “l’atterramento” posturale del bambino. Ai bambini che deambulano è consigliabile far fare loro esercizi con salti e calpestamenti.  

Successivamente il trattamento delle tensioni muscolo scheletriche relative alle  strutture orizzontali del corpo, i diaframmi, garantisce una buona circolazione del sangue ed un buon drenaggio linfatico.

Il sistema viscerale, nella fattispecie l’apparato respiratorio viene trattato al fine di mantenere una buona funzionalità polmonare e bronchiale.

Il trattamento del tratto dorso-cervicale e della meccanica relativa al movimento temporo- mandibolare introdurranno il lavoro sull’orecchio con tecniche specifiche.

Consigli ai genitori:

  • far mantenere un buon ritmo sonno veglia;
  • Evitare la “nanna”con il ciuccio;
  • Insegnare a far “schioccare” la lingua ed a cantare per il mantenimento di una buona funzione temporo-mandibolare;
  • Farli sdraiare sul lato non colpito ed insegnargli a massaggiare la porzione ossea dietro l’orecchio (porzione mastoidea).

Tutto ciò serve a mantenere pervia la tuba uditiva.

scritto da Fabio Pischedda

 

  

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