Osteopatia in gravidanza: secondo e terzo trimestre

Riprendiamo a parlare dei benefici del trattamento osteopatico nei diversi periodi della gravidanza.

Nell’articolo precedente la dottoressa Paola Capelli – osteopata – ha approfondito modalità e benefici del trattamento durante il delicato primo trimestre.

Oggi affronteremo con il suo aiuto il trattamento osteopatia e le sue indicazioni durante il secondo e il terzo trimestre gestazionale.

 

SECONDO TRIMESTRE
dalla tredicesima alla ventiquattresima settimana

In questa fase l’adattamento ormonale è ormai concluso e stabile così come lo sviluppo del feto.
Oggi, grazie ai progressi in campo scientifico, i bambini prematuri possono sopravvivere fuori dal ventre materno già a partire dalla metà del periodo gestazionale.

Questa fase è conosciuta come la fase del benessere, ed è il momento in cui si comincia a costruire una vera e propria relazione mamma-bambino. La pancia smette di passare inosservata: l’utero infatti cresce per far spazio al bambino ed è a questo punto che molte coppie si sentono pronte per dare la notizia.

In questo periodo gioca un ruolo fondamentale l’ambiente, perché permette alla mamma di sentire una forte connessione con il suo piccolo.

È il momento dei movimenti fetali!

Il movimento è anche il modo con cui il bambino comunica il suo stato di salute.

In questo trimestre un motivo di disagio può presentarsi nella stipsi proprio perché il nascituro comincia a prendere spazio e a comprimere le anse intestinali. Per tale ragione l’intervento osteopatico è di supporto per facilitare la mobilità intestinale mediante mobilizzazioni, sempre rispettose, del bacino.

 

TERZO TRIMESTRE
dalla ventiquattresima alla quarantesima settimana

Se il trimestre precedente è caratterizzato dalla simbiosi mamma-bambino, questo è il momento della preparazione al distacco che avverrà con il parto.

Ma non preoccuparti mamma! Per ritrovare dei momenti intimi nel trambusto dei primi mesi e far entrare finalmente più attivamente nella relazione anche il papà ci sono molti modi, un esempio che mi sta molto a cuore e che sto approfondendo è l’infant massage di Vimala McClure proprio come strumento per ritrovare l’armonia familiare.

Tornando a parlare di ormoni, protagonista di questo ultimo trimestre è la famosa ossitocina, essenziale per assecondare il processo di separazione sia dal punto di vista fisico che emotivo.

Quest’ormone favorisce l’accoglienza del piccolo da parte della madre, promuove gli atteggiamenti di protezione e la voglia di preparare il nido per accogliere il nuovo arrivato.
Gli stessi comportamenti sono osservabili anche in soggetti di altre innumerevoli specie animali che stanno per avere il proprio cucciolo: è l’istinto della nidificazione.

Dal punto di vista del feto, ormai lo spazio nell’utero si è fatto troppo stretto e questo fattore lo predisporrà a cercarsi una via d’uscita. Nella migliore delle ipotesi il bambino/a si trova in posizione cefalica stimolando il collo dell’utero con la conseguente produzione di ossitocina.

L’utero comincia la sua preparazione e si possono avvertire delle contrazioni non del tutto regolari (periodo prodromico) e se non si è arrivate a termine è consigliato stare a riposo il più possibile nell’attesa della presunta data del parto.

Anche il seno comincia a modificarsi, talvolta si possono notare delle fuoriuscite di colostro.

In quest’ultima fase di gestazione si presentano i più noti disturbi muscolo-scheletrici: il bambino ormai ha raggiunto un certo peso che influenza inevitabilmente la postura materna. Il core addominale e la pelvi, che sono i responsabili del mantenimento della stazione eretta e del bilanciamento delle pressioni intra-addominali, sono sottoposte ad una modificazione importante; ed ecco che si presentano disturbi come la lombo-sciatalgia, dolori al coccige, al pube e alle anche.

In questo campo ci sono molti studi che confermano l’ecacia della terapia osteopatica.

Dal punto di vista eziologico i meccanismi che possono causare dolori alla colonna sono essenzialmente tre:

● biomeccanico-muscolari
● ormonali
● vascolari

Come già accennato i cambiamenti posturali dati dallo spostamento del baricentro portano ad accentuare la lordosi lombare.
Tutto ciò induce uno stress meccanico alle faccette articolari, ai dischi intervertebrali e ai legamenti.

Il risultato è un processo infiammatorio.
Vanno inoltre considerati fattori psicologi e occupazionali, lo stare sedute per molte ore al giorno davanti al computer con abitudini posturali errate aumenta la possibilità di incorrere in questo disturbo.

A livello ormonale la relaxina, il progesterone e gli estrogeni aumentano nell’ultimo trimestre. In particolare la relaxina stimola il tessuto connettivo e induce ad una relativa lassità i legamenti consentendo una maggior mobilità articolare che spesso crea degli scompensi se non c’è un buon tono muscolare.

La circolazione vertebrale è strutturata in maniera complessa, una compressione della vena cava da parte delle aumentate dimensioni dell’utero e la compressione delle anse intestinali, potrebbe indurre un processo congestivo dei plessi pelvici e lombari. Il dolore presentato sarà diverso dal dolore muscolare, poiché con il movimento si ha grande giovamento.

La terapia osteopatica e esercizi specifici per questa fase di vita sono di grande aiuto per la gestione del dolore evitando in questo modo l’assunzione di farmaci poco raccomandati durante la gestazione.

 

Proprio per questo motivo il prossimo articolo sarà dedicato ad illustrare alcuni semplici esercizi che potete eseguire per tutta la durata della gravidanza.

 

Paola Capelli, Osteopata

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