La tetta e la scoperta del mondo

Allattamento al seno è nutrimento nel senso più ampio del termine, nutre il corpo, la relazione, le emozioni, rassicura, calma, conforta non solo il bambino ma anche la mamma. Il bambino poppa non solo per fame ma anche per coccola, consolazione e per dormire, e così facendo riesce più facilmente a raggiungere il suo potenziale di crescita.

Per capire meglio come questo meccanismo funziona, potete leggere l’articolo “L’allattamento a richiesta è biologia, non è una scelta filosofica”. Per avere un allattamento solido e resiliente, perciò, è importante non limitare il seno alla sua funzione strettamente nutritiva, e non preoccuparsi troppo di capire se il bambino abbia davvero fame o no: “il seno è sempre la risposta giusta, se funziona“. E la frase “se funziona” è importante. Infatti, un bambino che cresce vorrà anche giocare, e diventerà irrequieto al seno, un bambino che ha bisogno di fare il ruttino o essere cambiato non popperà volentieri…

Un aumento della frequenza delle poppate o di richiesta del seno fa dunque parte del meccanismo di protezione dell’allattamento, che aiuta a regolare la produzione di latte sui bisogno del bambino, ed è un evento che può verificarsi nel corso dell’allattamento e della crescita, senza che indichi un problema. Nel caso dei bambini più grandi, e soprattutto quando la richiesta è particolarmente intensa, può anche significare un bisogno di attenzioni espressa nel modo più semplice che il bambino conosca.

Nel nostro contesto culturale, purtroppo, questi comportamenti del bambino spesso portano ad insicurezza nelle mamme, pronte a dubitare di “avere abbastanza latte”, o a sospettare di aver fatto qualcosa di sbagliato e provocato un attaccamento “morboso” nel bambino, e magari non aver promosso la sua “indipendenza”. In realtà l’interesse per il mondo da parte del bambino sboccia attraverso un processo spontaneo e graduale che inizia tra le braccia della mamma quando il neonato, soprattutto se portato in fascia o con il marsupio, riceve stimoli in modo naturale dall’ambiente circostante, attraverso passeggiate, chiacchierate della mamma con altre persone, attraverso il coinvolgimento nelle attività quotidiane e prosegue con l’esplorazione del mondo nei mesi successivi.

Ci sono situazioni in cui il bambino potrebbe essere esposto a meno stimoli del solito, come nel periodo invernale, con il freddo e il brutto tempo o, come sta accadendo in modo più marcato in questo periodo di quarantena, perché non può essere portato fuori, non può incontrare persone, non può fare esperienze nuove e si ritrova confinato in ambiente limitato. Il suo comportamento in queste situazioni può cambiare, e il seno come “soluzione a tutti i problemi” potrebbe iniziare a non funzionare come prima, proprio perché il bambino si annoia (sì, anche i bambini molto piccoli possono annoiarsi!), o perché la mamma stessa può fare fatica a trovare attività da fare con il bambino, a gestire una richiesta di attenzione, generalmente veicolata attraverso la richiesta del seno, che può diventare più insistente, meno serena e meno chiara del solito. In queste situazioni può diventare piuttosto difficile per la mamma capire il proprio bambino e offrirgli stimoli adeguati restando chiusa in casa, da sola e sempre nello stesso ambiente con il bambino che diventa irrequieto. Quando il seno sembra “non funzionare bene”, può diventare difficile continuare ad avere fiducia nell’allattamento e trovare strategie per affrontare la situazione.

L’osservazione del bambino e l’ascolto dei suoi bisogni sono lo strumento più potente a disposizione di una mamma. Bisogna imparare a riconoscere i segnali di interesse, quelli di noia, ma anche quelli di sovrastimolazione, per poter offrire risposte adeguate. La conoscenza delle tappe dello sviluppo e delle competenze dei bambini può essere d’aiuto ad identificare idee e attività adatte ad intrattenerlo.

Nella fascia 0-3 mesi l’interesse del bambino è uno e uno soltanto: la mamma! In questo periodo i bambini comunicano con il tatto e per questo l’allattamento può essere considerato anche una conversazione con la mamma, ma amano anche i massaggi, i bagni insieme e le coccole. Anche la voce è uno strumento meraviglioso, che può essere usato in tanti modi (canto, lettura, racconto), soprattutto se associate il contatto visivo, perché i bambini possono riconoscere il sorriso della mamma, e già sono in grado di imitarla: provate a parlargli guardandoli negli occhi, fate faccette buffe e boccacce, vedrete che vi imiteranno dopo pochissimo!

La fascia 3-6 mesi è quella in cui iniziano le prime scoperte: il bambino scopre le proprie mani e i piedi, tocca mamma e papà esplorando il loro volto e inizia ad essere affascinato da oggetti, colori e suoni. Comunicare con i familiari tramite sorrisi, risate, a toccare mamma e papà diventa una delle attività principali. Questo è un periodo in cui i bambini diventano curiosi e distraibili al punto che, ogni tanto, non si riesce a farli poppare perché il mondo è troppo interessante!

Nella fascia 6-9 mesi il bambino di solito fa passi da gigante sul piano della competenza motoria, e inizia a stare seduto, potrebbe iniziare a gattonare, e questo gli permetterà di ampliare i suoi orizzonti e raggiungere nuovi oggetti, interagire con essi in modo più vario. Spesso inizia ad allungare le mani verso il cibo, scoprendo un universo di sapori e profumi, anche se il latte di mamma continuerà ad essere ancora l’alimento principale, e il seno fonte di rassicurazione e coccola. Inoltre il bambino inizia a percepire più intensamente il concetto di assenza, tanto che in questo periodo è frequente che il bambino inizi a non volersi separare dalla mamma e cerchi frequenti rassicurazioni.

Nella fascia 9-12 mesi il movimento diventa sempre più importante, alcuni bambini iniziano a dire le prime parole già a quest’età (altri molto più avanti), iniziano ad esserci tante attività che possono aiutare a intrattenerli e fare esperienza. Diventa importante creare un ambiente sicuro, in cui il bambino possa esplorare in libertà. Con la crescita del bambino l’aspetto relazionale dell’allattamento diventa via via più importante rispetto all’aspetto nutrizionale. Per scoprire attività interessanti e con cui si sente a suo agio nel giocare e interagire con il proprio bambino, la mamma deve imparare a sfruttare le proprie abilità, e a conoscere le risorse esterne che ha a disposizione, che siano corsi di professionisti o idee recuperate su internet, a cui aggiungere creatività e fantasia.

Se sei interessata a confrontarti, ricevere informazioni, ascolto e la personalizzazione delle attività che puoi fare con il tuo bambino puoi controllare sulla pagina Facebook La via del latte i prossimi appuntamenti online condotti da Micaela Notarangelo, IBCLC, in collaborazione con Sara Delli, doula.

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