I primi segnali di autismo suddivisi per fasce di età: strumenti per una diagnosi precoce

Proseguiamo l’approfondimento che abbiamo iniziato nell’articolo precedente. Come possono i genitori individuare i primi campanelli d’allarme dell’autismo? Come promesso ecco una più dettagliata suddivisione dei sintomi a cui prestare attenzione suddivisi per fasce d’età.

 

Segnali precoci: entro i 24 mesi.

  • Il bambino non si gira quando viene chiamato;
  • Non mantiene il contatto oculare: ad esempio non vi guarda negli occhi mentre gli fate il bagnetto, mentre gli date da mangiare, mentre gli cambiate il pannolino, ecc.;
  • Non indica;
  • Non saluta né usa altri gesti per comunicare;
  • Prende la vostra mano e la porta sull’oggetto desiderato per ottenere quello che vuole, ma mentre lo fa non vi guarda e non c’è interazione;
  • Non risponde al vostro sorriso sorridendo a sua volta;
  • Non produce suoni per attirare la vostra attenzione;
  • Non è in grado di pronunciare parole o di comporre frasi di 2 parole;
  • Non ripete o imita le frasi che sente;
  • Non gioca con altri bambini o non mostra alcun interesse.

 

Segnali osservabili nei bambini oltre i 24 mesi.

  • Possono essere presenti difficoltà relative alla sfera della relazione e dell’interazione sociale, ovvero comportamenti atipici nei confronti degli altri o del modo di giocare:
  • Il bambino può apparire isolato, disinteressato ai giochi che solitamente coinvolgono i suoi coetanei: spesso tende ad usarli in modo non funzionale, ovvero non come vi aspettereste;
  • Potrebbe non divertirsi in contesti sociali e di gruppo, ma al contrario evitare certe situazioni, fuggire da esse o sembrare irritato (es. feste di compleanno, parco giochi, ecc.);
  • Tende a passare rapidamente da un gioco all’altro, senza soffermarsi realmente su nessun oggetto o perdendo molto velocemente l’attenzione;
  • Quando è immerso nel suo gioco è difficile ottenere il suo sguardo o la sua attenzione;
  • Non è capace di partecipare a giochi “di finzione” (es. dar mangiare alla bambola, fingere di telefonare, ecc.) o di essere coinvolto in giochi di gruppo, rispettare il turno, imitare gli altri.
  • Tende a voler decidere le regole del gioco e a pretendere che gli altri giochino come dice lui;
  • Non scambia o condivide giochi con gli altri.

 

Per quanto riguarda la comunicazione verbale, spesso i bambini con autismo presentano difficoltà o ritardo nella produzione delle parole e nella comprensione delle stesse.

  • Il bambino può passare dal non parlare affatto – oppure dal dire poche parole – alla costruzione di lunghe frasi con linguaggio forbito e peculiare.
  • Può essere presente la tendenza a ripetere parole o frasi sentite dagli altri o dai cartoni: questo può succedere sia in risposta ad una domanda che all’improvviso;
  • Ha difficoltà ad esprimere i propri desideri o i propri bisogni;
  • Non risponde a semplici comandi o richieste.

 

In merito ai comportamenti rigidi, inflessibili, ripetitivi e a volte definiti “bizzarri”:

  • Il bambino ha bisogno di una routine rigida e manifesta difficoltà con i cambiamenti (ad es. vorrebbe fare sempre lo stesso percorso);
  • Ha giocattoli ed oggetti preferiti che porterebbe sempre con sé e di cui sembra avere bisogno: altrimenti si innervosisce e piange;
  • Dispone i giocattoli in ordine o rispetta sempre determinate sequenze di gioco;
  • Osserva per lunghi periodi di tempo oggetti focalizzando la sua attenzione su specifiche parti di essi;
  • Ripete le stesse azioni o movimenti bizzarri: “sfarfalla” con le mani; si dondola avanti e indietro per lunghi periodi di tempo; gira su se stesso; muove le dita davanti agli occhi; si tappa le orecchie; ecc.
  • Non riesce ad eliminare il pannolino nelle età in cui di solito è frequente farlo;
  • Ha esplosioni di pianto, ira e nervosismo eccessivi o immotivati;
  • È molto selettivo nel cibo.

 

Ci tengo a concludere anche questo articolo nello stesso modo del precedente, ovvero ricordandovi ancora una volta che ogni bambino ha i propri tempi di acquisizione delle principali tappe dello sviluppo e che non tutti i ritardi  nel completamento di queste tappe sono necessariamente indicativi di autismo!
Se il vostro bambino mostra qualche segnale, parlatene con il vostro Pediatra: sarà lui eventualmente a valutare la necessità di un approfondimento con uno specialista.

Nel terzo ed ultimo articolo, capiremo come possiamo aiutarvi all’interno dell’Ambulatorio Autismo del Centro Leonardo!

 

Dott.ssa Francesca Ottonelli
Psicologa Specializzata in Disturbo dello Spettro Autistico
Responsabile dell’Ambulatorio Autismo del Centro Leonardo

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