Museo Diocesano di Genova

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Descrizione
Raccoglie opere provenienti da tutte le chiese e gli enti ecclesiastici della Diocesi di Genova che non possono più essere conservate nei luoghi di origine

Il Museo Diocesano di Genova viene aperto al pubblico nel 2000, e allestito all’interno del Chiostro dei Canonici di San Lorenzo, opportunamente restaurato con i Fondi delle Celebrazioni Colombiane. Il Museo Diocesano è stato costituito con un’attenzione specifica al territorio di riferimento, e con lo scopo di raccogliere opere provenienti da tutte le chiese e gli enti ecclesiastici della Diocesi di Genova che non possono più essere conservate nei luoghi di origine. Si configura non solo come uno spazio di conservazione ma un luogo dove l’opera d’arte viene esposta, commentata, valorizzata attraverso un’attività culturale varia.

Il Museo, pur avendo una collezione di ambito religioso, vuole essere un punto di incontro tra le persone, diverse per credo, provenienza, formazione ma interessate ad approfondire la conoscenza della propria storia e della comunità di origine. Il Museo Diocesano di Genova lavora in sinergia con altri musei diocesani liguri, tutti facenti parte di AMEI (Associazione Musei Ecclesiastici Italiani) e con cui si portano avanti scambi e condivisioni di progetti di valorizzazione e comunicazione sul territorio ligure.

Il Museo Diocesano investe ormai da anni sul coinvolgimento delle famiglie e nell’accogliere i più piccoli visitatori. Alla base delle proposte sta una forte passione per gli spazi e la collezione presenti in museo e la volontà di farlo conoscere, amare e apprezzare dal maggior numero di bambini e loro famiglie.

Ed è proprio per questo che il Museo Diocesano ha deciso di aderire al progetto Lilliput, a piccola passi nei musei

E’stato instaurato un virtuoso percorso di coinvolgimento partecipato in cui al centro dell’ offerta sono stati posti i bambini, le loro attitudini e passioni unite alla loro voglia di scoprire e farsi stupire.

Gli eventi per famiglie che il Museo promuove e organizza spaziano dalla didattica a momenti ludici veri e propri coinvolgendo tutte le arti, dalla musica, al teatro fino ai laboratori più manuali nella convinzione che gli spazi museali possano e debbano essere spazi di tutti e per tutti in cui poter crescere, imparare e divertirsi, e che in essi ci siano gli elementi per proporre un’offerta culturale che parli la lingua dei bambini e rispetti i loro tempi di apprendimento.

Bestioline, Cavalieri medievali, Pirati, Piccoli Chef, e altri personaggi sono solo alcuni dei protagonisti che vengono chiamati in causa per promuovere la collezione del Museo e fantasticare insieme mescolando finzione, verosimiglianza e storia di un glorioso passato che va ricordato, tutelato e promosso..e in fondo questa, non è forse la mission di un Museo?

Il Museo non è un…”Museo” – detto con quel tono sussiegoso e un po’ annoiato con cui ancora lo sentiamo nominare, pieno zeppo di oggetti vecchi ormai sconosciuti, oppure di “capolavori” che guardiamo da distante.  

Il Museo è il rifugio degli oggetti che arrivano dal nostro passato, dopo aver superato secoli di vita: oggetti, meglio, “opere” che hanno voglia di raccontarsi, mostrando come – a distanza di secoli – i sentimenti, le passioni e i desideri di coloro che hanno goduto della loro bellezza fossero molto simili ai nostri.

Il Museo è un luogo che racconta senza sosta, dove i bambini, i ragazzi, ciascuno di noi può imparare ad ascoltare, a guardare, a crescere con questa ricchezza.

Il Museo è un trampolino di lancio, un ponte, una nave da cui partire per l’avventura di imparare. 

Paola Martini (Conservatore del Museo Diocesano)

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