Contraccezione in allattamento: come fare?

Quale contraccezione durante l’allattamento ?

Dopo il parto, come si riassesta il corpo, e la fertilità quando riprende ?

Allattare fa bene, ormai questo messaggio arriva da parte degli operatori della salute. Ma la gestione della fertilità rimane un’incognita più ardua di prima: tra i miti, i racconti di amici e parenti, e il desiderio di non passare da una gravidanza all’altra, la questione merita di essere affrontata con chiarezza e validità scientifica.

Varie opzioni si profilano alle coppie di nuovi (o confermati) genitori. Ne vediamo alcuni :

– CONTRACCETTIVI ORMONALI. La pillola estro-progestinica non è raccomandabile, in quanto passa nel latte materno. Quella solo progestinica non pone questo problema, ma immette comunque nel nostro organismo delle sostanze che disequilibrano il nostro assetto ormonale e sovraccaricano il fegato, tra le altre cose.

– SPIRALE. L’utero ci mette vari mesi a riposizionarsi nel bacino. E’ importante lasciare il tempo al corpo di recuperare dopo il parto e di riassestarsi (in questo i trattamenti Arvigo® ci possono aiutare, con varie modalità di supporto all’utero). Inserire una spirale in quel momento delicato potrebbe essere evitato per lasciare il pieno movimento a questo organo prezioso.

La fertilità durante l’allattamento è comunque molto bassa, perché impedire il corpo nei suoi processi naturali proprio in quel momento ?

Un’alternativa esiste. Imparare a capire i segnali della fertilità anche durante l’allattamento ci permette di conoscere meglio il nostro corpo e rispettarlo. Vediamo più nel dettaglio come funziona.

Cosa succede dopo il parto? Avviene la montata lattea. Con l’allattamento, la suzione del capezzolo e lo svuotamento del seno stimolano la prolattina (che favorisce la produzione lattea) e l’ossitocina (che favorisce l’espulsione del latte). La prolattina inibisce l’ovulazione, e per questa ragione la donna è meno fertile in quel periodo.

Ciò nonostante, i valori di prolattina variano molto da donna a donna e a seconda del tipo di allattamento. Questi livelli dipendono in gran parte dalla durata e dalla frequenza delle poppate (e quindi dalla durata complessiva della suzione al seno).

Per fortuna, i metodi naturali di conoscenza della fertilità, ovvero il metodo Billings e il metodo sintotermico, ci permettono di avere un’idea molto chiara di quello che succede all’interno del nostro corpo durante l’allattamento e della ripresa della fertilità. Essi ci danno delle linee guida precise da seguire a seconda del tipo di allattamento (completo, o parziale con aggiunta di altri liquidi oltre al latte materno) e della frequenza e durata delle poppate. La coppia riesce quindi a capire quali giorni sono infertili, e in quali invece conviene astenersi o usare un metodo barriera. La sicurezza contraccettiva del metodo sintotermico è pari a quello della pillola, quando è insegnato e seguito bene.

Per seguire il metodo con sicurezza conviene essere informati prima del parto, cominciare le osservazioni dopo 3 settimane dal parto e essere seguite da un’insegnante qualificata (il fai da te non funziona, è troppo rischioso!). Richiede senza dubbio impegno e attenzione, ma nella mia esperienza le indicazioni che ci dà sono preziose, e il corpo ringrazia.

Augurando un bel periodo di allattamento a tutte!

scritto da: Cecilia Gautier

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