In arrivo un fratellino: 10 consigli utili

“Tesoro arriverà un fratellino! Abbiamo pensato che per te sarebbe bello avere un compagno di giochi. Ti ameremo come prima stai tranquillo!”

Questo è ciò che vorremo comunicare al nostro primogenito, ma siamo sicuri che sia il messaggio giusto? Quali possono essere gli accorgimenti migliori per iniziare una vita in 4?

1. L’arrivo del fratellino dovrebbe essere comunicato da voi genitori

E’ importante che questa informazione arrivi dai genitori e non da estranei o da bisbigli, il bambino potrebbe altrimenti sentirsi tradito e perdere così la fiducia.

Utile può essere l’utilizzo di libri per approcciare al tema, che saranno libri molto utili anche nel post.

Qui ne propongo alcuni per le diverse età:

“Buongiorno postino” – ideale per bimbi di 18-36 mesi, vincitore del premio Nati per leggere 2013, parla della storia di un simpatico postino che va in giro per il mondo a portare dei pacchi speciali agli animali, contenenti…cuccioli!
“Aspetto un fratellino” – per bimbi di circa 3 anni. E’ la storia di Camilla, una bimba che avrà presto un fratellino; Camilla non è felice della nuova notizia, ed il libro lascia libero spazio ai sentimenti della bambina, ma con il passare del tempo Camilla non vede l’ora che questo fratellino arrivi!
“Fra le mie braccia” – per bimbi da 3 anni in su. E’ la storia di un dolcissimo pinguino di nome Leone che mette a nudo i suoi timori di fratello maggiore di perdere le attenzioni di mamma e papà.
“C’è un bambino nella pancia della mamma” – per bimbi da 4 anni in su. Due fratellini coniglietti stanno giocando quando vedono mamma e papà seri annunciare che c’è un bambino nella pancia della mamma che cresce. Il fratello chiede a papà come si fanno i bambini? Il papà non sa come destreggiarsi davanti a questa domanda ma per fortuna Lulù, una cara amica, lo aiuta a capire.
“Pappamolla”– da 2 anni e mezzo in su. Sempre della serie di “C’è un bambino nella pancia della mamma”, è la storia di Simone, un coniglietto che vede arrivare Pappamolla, il nuovo fratellino. All’inizio vede solo i lati negativi, ma per fortuna il fratellino sarà per lui anche una risorsa, gli farà compagnia aiutandolo a sconfiggere la paura del buio!
“Io e il mio bebè” – dai 3 anni – è un libro gioco che permette, di entrare nel ruolo della mamma, compiendo tutte le azioni che lei compie per prendersi cura del bebè.

2. Cercate di non far coincidere altri grandi cambiamenti in concomitanza all’arrivo del fratellino

Già questo rappresenterà un grande cambiamento e come tale necessiterà di supporto e accompagnamento per permettere un adattamento alla nuova situazione (che in questo caso sarà perenne).

Inserire altri cambiamenti potrebbe destabilizzare ulteriormente un equilibrio momentaneamente precario quindi vi consiglio di rimandare o piuttosto anticipare i cambiamenti che avevate pianificato come ad esempio:

  • Cambiamento dell’assetto della stanza e di letto
  • Spannolinamento
  • Inserimento all’asilo
  • Cambi di casa o di città

 

3. Cercate di non ribadire che il fratellino sarà un compagno di giochi

 

E’ vero, noi genitori spesso diamo al mondo una nuova creatura pensando anche a questo fine: dare un compagno di giochi al nostro primogenito.

Ma non dimentichiamo che l’astrazione non appartiene ai bambini, soprattutto ai più piccini.

Continuare a ripetere che il fratellino sarà un compagno di giochi creerà una falsa illusione per quanto riguarda i primi tempi. A dire il vero un neonato non può essere un compagno di giochi per un fratello più grande quindi deluderemmo le sue aspettative.

Questo potrà accadere solo più avanti quindi meglio non anticipare i tempi.

 

4. Se potete fate delle prove generali per i primi distacchi

 

Comunicate quello che accadrà  in anticipo al proprio figlio. Ditegli che andrete in ospedale e che vi assenterete alcuni giorni ma che non ci sarà nulla di cui preoccuparsi. Tranquillizzate il fratellone dicendo che potrà venirvi a trovare.

Se non è mai successo prima, ricreate quella che sarà la situazione organizzativa quando vi assenterete per il parto.

Qualora accadesse di notte, se sarà un nonna  a prendersene cura ad esempio, fategli provare prima l’esperienza di dormire con lei.

 

5. Quando sarà il momento del primo incontro tra i fratelli potreste preparare dei regalini, dicendo che li ha portati il fratellino per lui

 

E’ importante che vostro figlio abbia l’opportunità di venirvi a trovar in ospedale, per immaginare un posto fisico nel quale siete e riassicurarsi sulla vostra salute.

Quando arriverà la prima volta non insistete se potete sull’incontro tra i fratelli, concentratevi sul vostro incontro e rassicuratelo. Chiedetegli cosa è successo mentre non eravate con lui.

Solo quando  si dimostrerà interessato e a suo agio presentategli il fratello.

Se potete cercate di fare in modo che si prediliga mettere al centro dell’attenzione il più grande.

Potrebbe essere difficile il momento della separazione, quando vostro figlio dovrà tornare a casa con nonni o papà e voi rimanere in ospedale con il fratellino. A tal fine potrebbe essere una risorsa preparare dei pensierini che lui possa aprire una volta arrivato a casa o strada facendo per distrarsi ed addolcire il momento.

6. Coinvolgete il fratello a prendersi cura del più piccolo

 

Se si mostra interessato, provate a coinvolgerlo nelle attività del cambio, della vestizione e del bagnetto.

Il contatto fisico non solo aiuta nella relazione di attaccamento tra genitore e figlio ma anche tra fratelli. Fatevi aiutare dal più grande a massaggiarlo per esempio, o a mettergli la cremina del cambio.

Cercate di permettergli di trovare un modo per entrare in contatto con il fratellino e di scoprirsi reciprocamente, senza dover sempre stare nella frustrazione del “Non toccarlo!”.

 

7. Tenetevi pronte a sfamare il più grande quando il piccolo mangerà

 

Potrebbe accadere spesso che il più grande, per attirare l’attenzione, possa chiedervi di mangiare o bere anche se glielo avete proposto 5 minuti prima di poppare il piccolino.

Un consiglio tattico può essere quello di tenervi a portata di mano qualcosa da mangiare o da bere quando vi sedete per allattare il piccolino, in modo da non dover far stare nell’attesa il grande qualora ve lo chiedesse…vi sta già mettendo alla prova!

 

8. Rinforzate non appena potete le azioni positive del piccolo verso il grande

E’ importante che il fratellino percepisca di piacere al piccolo, rinforza il suo ego, messo a dura prova dal nuovo arrivo, aiutando a fare si che possa provare sentimenti positivi per il fratellino.

Per esempio dire “Oh come ti guarda, sta cercando di imparare da te”, oppure ” Ecco ti sorride! gli piaci proprio”, sono modi di rendere partecipe il più grande, restituendogli il protagonismo che ha un pochino perso.

 

9. Cercate di fargli capire che anche se ora è il più grande sarà sempre il vostro piccolo

 

Uno dei cliché messi in atto in questi casi, soprattutto dagli altri, è quello di voler già da subito responsabilizzare il più grande nei confronti del più piccolo.

Adesso sei tu il più grande, devi aiutare la mamma”

Questo anche se il fratello maggiore è ancora un bambino piccolo. Qualora qualche estraneo o conoscente dicesse ciò potete rassicurare il più grande dicendo che lui è ancora il vostro piccolo.

Non spaventatevi se vostro figlio maggiore riprende atteggiamenti o abitudini che aveva abbandonato come ricominciare a succhiarsi il pollice o il ciuccio, volere riprovare il latte al seno o il biberon, richiedere di nuovo di voler il pannolino o parlare come un bimbo piccolo.

Se gli permetterete di ritornare ad essere di nuovo piccino, senza sottolineare che ora è grande, farà durare questa fase di passaggio un tempo minore. Tenerlo in braccio come un bimbo piccolo o cullarlo, giocando anche con lui su questi aspetti, sarà fonte di rassicurazione perché sentirà che per voi gli è concesso ancora di essere il vostro piccolino.

Sarà proprio questo sentimento a favorire il processo di crescita.

10. Cercate di rinforzare il rapporto esclusivo che si creerà con il papà

 

La relazione esclusiva che può crearsi con il papà può essere un buon strumento per sopperire alle mancanze, che per cause di forza maggiore, la mamma può avere.

Il bambino può apprezzare il poter avere privilegi speciali esclusivi, dati dal fatto di essere solo con papà.

Ad ogni buon conto il consiglio che sento di darvi è quello di ascoltare e provare. Questo vale in tutti gli aspetti genitoriali e ancora di più nel cercare di creare un rinforzo positivo nella nuova relazione tra neofratellini. Solo provando alternative ed ascoltando la reazione si riuscirà a trovare la strada migliore per questa nuova vita insieme.

 

Scritto da: Francesca Posenato

Commenti

  • 11 Ott 2016
    rispondi

    Sono sicura che questo articolo aiuterà molte mamma! Ci rispecchia tanto il numero nove. Mia figlia grande dice spesso, “ma io sono la tua PRIMA bebe!” Piace che la racconto quando era nella mia pancia. Si sente coccolata e amata cosi. Grazie del articolo!

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