Allattamento al seno: parla la nutrizionista

Per un bambino appena nato non c’è alimento migliore del latte della propria mamma

“L’allattamento al seno è il modo normale di fornire ai bambini le sostanze nutritive di cui hanno bisogno per la crescita e il sano sviluppo”. Scrive l’Organizzazione Mondiale della Sanità nei confronti dell’allattamento, “il latte materno rappresenta il primo e preferibile alimento per i neonati”.

Qualità del latte materno

Il latte materno oltre ad apportare tutte le sostanze nutritive varia la sua composizione nel tempo per meglio adeguarsi alle esigenze di sviluppo, presentando di fatto una formula esclusiva ed inimitabile.

Il latte materno sostiene lo sviluppo sensoriale e cognitivo; protegge il neonato da malattie croniche a breve ed a lungo termine, quali allergie, diabete, morbo di Chron, obesità etc…, e da innumerevoli infezioni di carattere virale e batterico, polmoniti, forme diarroiche. (WHO 1 March 2018)

Tuttavia dopo i primi sei mesi di vita la secrezione di latte comincia a diventare insufficiente dal punto di vista qualitativo, il solo allattamento inizia a non soddisfare completamente le necessità nutritive del bambino. Dopo tale periodo infatti il latte materno diventa complementare all’introduzione di altri alimenti.

Perchè è cosi importante il latte materno

Il latte materno è di fondamentale importanza per i primi mesi di vita del neonato perché:

  • rappresenta un alimento facilmente digeribile, e completo dal punto di vista nutrizionale
  • è il principale veicolo attraverso cui vengono trasmessi gli anticorpi materni
  • favorisce il corretto sviluppo psicologico, motorio e cognitivo
  • è sempre disponibile ed alla giusta temperatura, è quindi di notevole praticità e comodità
  • è responsabile della costituzione della flora batterica intestinale del neonato, grazie alla presenza di probiotici, Lattobacillie Bifidobatteri, e di prebiotici, zuccheri che nutrono le specie batteriche prima citate. Fondamentali per la variabilità intestinale ed efficaci nella lotta contro le alterazioni della flora batterica neonatale nel caso di somministrazione antibiotica

Quali i benefici dal punto di vista della mamma?

L’allattamento inoltre stimola la naturale contrazione dell’utero favorendone la sua fisiologica involuzione e diminuendo il rischio di sanguinamento post partum; favorisce la perdita di peso della mamma ed il naturale recupero della forma fisica riducendo il rischio di ipertensione, diabete mellito, osteoporosi, cancro alla mammella ed all’ovaio, infarto del miocardio, obesità ed iperlipidemia (The Maternal Health Benefits of Breastfeeding ELEANOR B. SCHWARZ, MD, MS, University of California–Davis, Sacramento, California MELISSA NOTHNAGLE, MD, MSC, Brown University, Providence, Rhode Island Am Fam Physician. 2015 May 1;91(9):602-604); rafforza il rapporto fra mamma e bimbo, rendendo il gesto un’esperienza affettiva importante.

L’allattamento al seno dovrebbe avvenire a richiesta del bambino, tutte le volte che vuole, giorno e notte”, delineano le linee guida stilate dall’OMS.

Fondamentale è cercare di non saltare le poppate, la regolarità delle stesse permette una produzione di latte costante, in base alla richiesta durante la suzione del neonato. Il principio su cui si basa l’allattamento a richiesta è che la maggior parte dei neonati è in grado nutrirsi con poppate più o meno frequenti nel tempo, in relazione al proprio senso di fame.

La mamma adatta pertanto la formazione di nuovo latte secondo le richieste del bambino, interpretando con il tempo le sue necessità e sensibilità.

Emanuela Rappazzo

 

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