Veglie notturne? ecco una pratica per riuscire a prendere (o ri-prendere) sonno

Quante mamme hanno difficoltà con il sonno e sopratutto con il riprendere sonno dopo i mille risvegli?

Le Veglie notturne e il Qi Gong…. 
Nel precedente articolo “Immagini e riflessioni sulle veglie notturne in maternità” proponevo come counselor energetico junghiano di conoscere Nyx, la notte, di aprirci a Lei e di trovare il modo per tenere a bada i tanti pensieri che impediscono il sonno e anche il riposo. 

Suggerivo inoltre che comodità e attenzione portata alla respirazione possono essere d’auto. 

Interroghiamo a questo proposito un sapere millenario che affonda le sue radici nella tradizione sciamanica della Cina antica, nel taoismo, nel buddismo e nella tradizione medica cinese.

Un sapere che ha sviluppato una forma di osservazione profonda della natura dei suoi cicli e delle sue modalità di cambiamento.

Stiamo parlando del Qi Gong ovvero una pratica di lunga vita che prevede l’addestramento (gong), al contatto con l’energia vitale (qi). 

Ciò che spesso affascina di questa pratica è che per essere portata avanti va necessariamente adattata alla propria vita quotidiana e non c’è bisogno necessariamente di una stanza vuota e di un’atmosfera rarefatta.

Una notte difficile nel proprio letto può divenire un campo di pratica perfetto!

Potremmo per esempio cogliere l’occasione per sperimentare i benefici della versione semplificata di un gong (lavoro, addestramento) di rilassamento che mi piace chiamare del pino sdraiato.

Forse questo richiamo al mondo vegetale può sembrare un irriverente poiché nel post gravidanza e nei mesi successivi alle volte non ci sentiamo proprio in forma e immaginarsi come un albero sdraiato può non fare immediatamente una buona impressione! Ma no, assolutamente!

Con la formula cinese Fang Song Gong vengono raccolte molte pratiche di rilassamento afferenti al Qi Gong. Fang è l’attività di rilasciare le tensioni, song indica il rilassamento in sé  e, nel suo ideogramma contiene il simbolo del pino (talvolta significa proprio pino).

Questo aspetto non è strano poiché il Qi Gong è pieno di posture e richiami tratti dalla natura e dalle qualità degli alberi che rappresentano la sinergia tra l’energia della terra (radici) e quella del cielo (fronde) .

Un celebre detto taoista recita :“Nella quiete sii come un pino, nel movimento sii come acqua e nuvole”.

Nella postura sdraiata che assumeremo saremo calme e ferme come un pino e osserveremo senza giudizio come si muove e dove ristagna l’energia in noi.

L’obiettivo è il rilassamento ma non un ammosciarsi che prelude al cadere senza sensi nel sonno profondo, bensì un modo per portare la mente/cuore e il corpo ad uno stato di rilassamento vigile che ristora.

Una pratica di rilassamento attivo che richiede di essere aperti verso sé stessi e verso il mondo esteriore: come l’airone nelle basse acque delle paludi se ne sta fermo, immobile e quasi sembra dormire ma quando capita a tiro un pesce il suo becco saetta con precisione verso la preda e non le lascia scampo, così noi togliendo ogni tensione dal corpo e dalla mente troveremo l’equilibrio tra quiete e movimento, tra attività e riposo.

Siamo sempre pronte a recepire cosa succede nella nostra stanza o in quella del piccolo senza  però essere catturate e rapite da pensieri vorticosi che ci sfiniscono.

Proviamo, quindi, a sdraiarci su un lato come nell’immagine che segue.

Possiamo anche stare vicino al nostro piccolo se dorme con noi. Verifichiamo di non avere né freddo né caldo in eccesso e cerchiamo la comodità.

La testa può essere sorretta da un basso cuscino se aiuta.
Immaginiamoci di essere un meraviglioso pino profumato (un pino cembro o un pino marittimo) e di respirare aria fresca e pulita.

Ci sentiamo calme e siamo in posizione allineata, ovvero la nostra testa/collo-plesso solare e bacino sono sulla stessa linea immaginaria come nell’immagine.

Prendiamo consapevolezza di tutte le parti che poggiano sul letto e avvertendo dove c’è tensione, senza giudizio, poniamo la nostra attenzione su quella parte (piedi, polpaccci, bacino, schiena spalle collo ecc.) per sciogliere quella tensione, così, semplicemente.
Quando sentiamo di aver raggiunto un buon grado di rilassamento, portiamo l’attenzione sul nostro respiro. Lo osserviamo.

Se è breve è breve, se è lungo è lungo. Lasciamo che sia quello che è.
Passiamo quindi a inspirare (se si può con il diaframma) e inspirando pensiamo come lo stessimo pronunciando a voce alta “FFFAAAAAANN(G) 
Espirando:“SSSSOOOOOONG
E continuiamo ad inspirare ed espirare: “FFFAAAAAANN(G)” – “SSSSOOOOOONG
Potrebbe capitare di scivolare nel sonno e in questo caso specifico potrebbe essere un risultato desiderabile, qualora così non fosse potremo proseguire sdraiandoci sull’altro fianco e riprendendo la pratica dall’inizio….
Chiuderemo questa versione semplificata della forma del pino sdraiato con tre respiri profondi inspirando dal naso ed espirando dalla bocca.
Dovremmo poterci sentire rasserenate e ristorate nel corpo e nell’anima, non più sopraffatte dalle tante tensioni accumulate ma pronte a “prendere servizio” quando il piccolo o i piccoli di casa ci chiameranno.
Buona pratica!

Federica Micucci

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