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Muore Leboyer: il padre del parto dolce e senza violenza

Solo due giorni fa, il 25 Maggio, alla vigilia dei suoi 100 anni, ci saluta l’ostetrico ginecologo francese padre fondatore della nascita senza violenza e rispettata: Frédérick Leboyer.

Per me come per moltissimi operatori della nascita, è stato un uomo che ha insegnato molto, e molto ha donato. Scopriamo insieme il suo immenso patrimonio.

Lavora per più di vent’anni nella Clinica Ostetrica dell’Università di Parigi, dove ne diventa il primario. A partire dagli anni ’60 inizia un percorso di ricerca interiore e spirituale, facendo anche lunghi viaggi in India, che lo portano a lavorare e soffermarsi sui temi connessi alla paura della sofferenza anche legata alla stessa nascita.

Inizia sempre più a distaccarsi dalle modalità che lui stesso adoperava insieme agli altri operatori, in quanto provocano sofferenza al bambino nel momento della nascita e violenza anche nella madre.

Da qui la sua rivoluzione: nel suo libro più conosciuto e primo del 1975 “Per una nascita senza violenza” risuona fortemente il concetto:

I neonati sentono, provano emozioni e comunicano! 

Quindi agli adulti non resta che ascoltarli, rispettarli accogliendoli in un ambiente positivo, confortevole, cercando di rendere il meno traumatico possibile il loro passaggio dal grembo materno al mondo esterno.

Quelle di Leboyer non restano solo parole sui libri, ma si trasformano in azioni concrete: nella clinica parigina nella quale lavora modifica i protocolli ad oggi ancora presenti in molti reparti di ostetricia:

  • La sala parto deve essere un luogo accogliente e confortevole quindi le luci devono essere soffuse e i rumori ridotti al minimo;
  • Il parto per poter divenire un’esperienza dolce e senza violenza per la mamma e per il bambino, gli si deve dare il tempo di conoscersi, con lo skin to skin, detta anche risalita, permettendo al neonato di essere adagiato sopra l’addome della madre subito dopo l’uscita, lasciando che tutte le procedure mediche vengano rimandate.
  • Tra le varie procedure mediche che devono essere ritardate c’è il taglio del cordone ombelicale, questo dovrebbe essere reciso solo dopo che ha smesso di pulsare, per rendere più graduale il passaggio alla respirazione polmonare per il neonato. (Leggere anche: “Donazione del sangue neonatale: perché rifletterci”)

Si deve sempre al grande maestro il dono di aver trasmesso l’utilizzo della tecnica del canto carnatico e del massaggio Shantala entrambe apprese in India.

Il canto carnatico è stato da lui adattato alle donne in gravidanza, in quanto consente loro, durante il travaglio, di cogliere la sospensione, presente tra una contrazione e l’altra, per incanalare l’energia e potersi concentrare nei momenti di massimo dolore.

Mentre il massaggio Shantala, appreso proprio dalla madre fondatrice, è uno strumento di “amore, luce e silenzio”(leggere anche “Massaggio infantile: tutto quello che volete sapere”).

Ecco tutto il suo patrimonio bibliografico:

1975 – Per una nascita senza violenza
1976 – Shantala: l’arte del massaggio indiano per far crescere i bambini felici
1979 – Dalla luce, il bambino
1996 – Diario di una nascita 
2005 – Il rito della nascita – La spiritualità di un evento naturale: dare la vita
2008 – L’arte di partorire 

 

Scritto da: Francesca Posenato

 

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