L’importanza delle etichette: come leggerle in 10 semplici mosse

INAUGURIAMO CON QUESTO ARTICOLO LA NUOVA RUBRICA “COSA MANGIAMO? QUESTIONI DI ETICHETTA” TENUTA DA PIETRO SAVASI, TECNOLOGO ALIMENTARE.
OGNI MESE UN ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO CHE PERMETTERÀ ALLE MAMME DI POTER INDIVIDUARE CON POCHE SEMPLICI ACCORTEZZE, QUALI SONO I PRODOTTI DI QUALITÀ PER LORO ED I PROPRI PICCOLI.
BUONA LETTURA!

La struttura delle etichette è un forte argomento di dibattito alimentare perché, da un lato, dovrebbe tutelare e garantire al consumatore uno standard di informazione chiaro, elevato e sufficientemente dettagliato per dare la possibilità di scegliere tra due prodotti simili con le indicazioni che ci vengono fornite (es: due confezioni di biscotti frollini di differente marca) ma, dall’altro lato, permettono alle aziende di rendere meno visibili le informazioni, per quantità e complessità di lettura; non orientando correttamente il consumatore, come ad esempio la grandezza dei caratteri e «la possibilità di introdurre aggiuntive disposizioni circa le info nutrizionali volontarie, anche tramite simboli, loghi o simili» (regolamento UE 1169/2011) a patto che non traggano in inganno o impediscano una libera circolazione del prodotto in tutti gli Stati membri.
Quindi, per fare la spesa di casa non si può stare una giornata intera al supermercato, e di certo la struttura e la quantità di informazioni che ci vengono date sulle confezioni di ciò che compriamo, non aiutano a risparmiare il nostro tempo.

Per sapersi districare fra le varie diciture e tabelle, è utile avere alcune indicazioni generali su come interpretare, di primo impatto, le varie informazioni che ci vengono fornite:

  1. Se non sono espresse le percentuali dei vari ingredienti presenti, l’ordine con cui li troviamo è decrescente, quindi il primo sarà percentualmente più abbondante del secondo e cosi via.
  2. Fate attenzione alla corposità della lista ingredienti, cioè a quanto è “piena” perché in molti casi vi sono tanti ingredienti superflui che servono solo per aumentare conservabilità, stabilità e aspetto del prodotto (es: nei biscotti, nei sostituti del pane, merendine…)
  3. Gli allergeni sono scritti in grassetto, per aumentare la loro visibilità
  4. Controllare sempre la data di scadenza prima di acquistare qualunque cosa
  5. Non confondere la data di scadenza con il “da consumarsi preferibilmente entro…” perché questa indicazione significa che, oltre quella data, il prodotto non potrebbe avere le stesse qualità organolettiche, ad esempio: sapore, odore e consistenza; ma senza rischio alimentare per la salute
  6. Leggere le condizioni/indicazioni d’uso e conservazione riportate accanto alla lista ingredienti
  7. Per i prodotti refrigerati/surgelati è fondamentale interrompere il meno possibile la catena del freddo, ed eventualmente riportare velocemente alla temperatura consigliata l’alimento, perché il freddo ha azione batteriostatica e garantisce la conservabilità dichiarata
  8. Non farsi trarre in inganno dalle dimensioni delle confezioni, leggere sempre peso netto e sgocciolato e rapportarlo al prezzo
  9. Le calorie totali indicate non rispecchiano realmente il livello nutrizionale, perché sono espresse in modo quantitativo e non qualitativo; ad esempio, l’olio extravergine di oliva, ha indicato un alto apporto calorico per i 100ml analizzati ma le sue calorie sono di altissimo livello nutrizionale e quasi insostituibili
  10. Tutte le illustrazioni e claims spesso sono superflue e indicative, servono solo per attrarre attenzione e non rispecchiano la reale natura del prodotto.

Con i prossimi articolo vi spiegherò come interpretare via via l’etichettatura di moltissimi cibi in commercio che possono essere di particolare interesse per mamme e future mamme.

scritto da Pietro Savasi

 

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