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La scelta dell’asilo nido: Montessori?!

La scelta dell’asilo nido per il proprio bambino è una fase molto delicata all’interno di una famiglia. I genitori decidono, o sono costretti per cause di forza maggiore, di far frequentare al figlio un ambiente diverso da quello della famiglia in cui è sempre stato.

Si tratta della prima comunità, al di fuori degli affetti familiari, che il cucciolo d’uomo incontra. È per questo motivo che è molto importante scegliere una struttura adatta, che prenda correttamente in considerazione le esigenze di sviluppo psico-fisico-affettivo del bambino.

Con la recente riforma della Buona Scuola la gestione e il controllo degli asili nido passerà dal Ministero del Welfare a quello dell’Istruzione, sottolineando quindi la volontà di voler  inquadrare questo servizio non più ad un livello meramente assistenziale, ma riconoscendogli invece una vera e propria valenza educativa.

Si supera quindi l’idea comune di “asili nido parcheggio”, dando invece la giusta attenzione che merita al percorso educativo proposto.

Tra le varie offerte esistenti sul mercato esistono gli asili nido Montessori.

Maria Montessori ha cominciato ad occuparsi del bambino piccolo (0-3 anni) quando è diventata nonna (negli anni ’20 del 1900). In precedenza aveva fondato delle case dei bambini (3-6 anni) e seguito progetti educativi per bambini/ragazzi più grandi.

Nel proprio libro “Il bambino in famiglia”, per la prima volta, la Montessori illustra bene le caratteristiche relative al neonato e al suo sviluppo dei primi anni. Si riconosce al bambino la capacità di assorbire concetti che di fatto non si ripeterà mai più nelle altre fasi della vita. Si parla per l’appunto di mente assorbente del bambino, il quale viene paragonato ad una spugna che ha la capacità di far diventare propri concetti importanti senza alcuna difficoltà. Queste competenze del bambino le stanno confermando i recenti studi neuro-scientifici sulla mappatura del cervello del neonato. Nei primi tre anni di vita la Montessori riconosce tre periodi sensitivi fondamentali:

1) l’ORDINE: inteso come continuità. I bambini hanno l’amore per la routine e il desiderio della ripetizione. Le cose vogliono che siano fatte sempre nello stesso modo. Questo garantisce un buon livello di tranquillità del bambino e un’alta capacità di concentrazione. La Montessori diceva in riferimento all’ordine: “ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa”. Un ordine esterno facilita per tanto un “ordine interno”.

2) il MOVIMENTO: visto come una concretizzazione del pensiero psichico. Si pensi al primo anno di vita del bambino e alle conquista che riesce a fare: da inerte arriva a tirare su la testa, rotolare, strisciare, gattonare fino a raggiungere la posizione eretta per poi camminare e correre. Ogni movimento nuovo che il bambino compie è frutto di un’attenta osservazione dell’ambiente e delle persone che lo circondano. Solo quando il bambino si sente veramente pronto allora aggiunge un movimento nuovo. “Un aiuto non dovuto è un ostacolo allo sviluppo” diceva la Montessori come monito agli adulti che molto volte anticipano gesti o mosse dei bambini per comodità o per evitare pericoli immaginari, bloccandoli così nella loro spinta di crescita e di conquista di autonomia.

3) il LINGUAGGIO: recenti studi scientifici stanno confermando il pensiero montessoriano nel vedere un collegamento tra il movimento e lo sviluppo del linguaggio. Fare esperienze concrete con la mano (“organo dell’intelligenza”) facilita lo sviluppo del linguaggio. Anche qui, nel primo anno di vita, si fanno conquiste pazzesche: dal mero ascolto per il neonato, all’emissione di suoni/gorgheggi, alla lallazione, alla pronuncia di sillabe per poi arrivare verso l’anno all’espressione della prima parola intenzionale.

Nella definizione del progetto educativo da seguire, gli asili nido montessori partano proprio da questi tre periodi sensitivi.

L’idea di creare degli asili nido montessori non deriva direttamente da Maria Montessori, ma bensì da una sua allieva, Adele Costagnocchi, che nel 1947 cominciò a sperimentare l’ipotesi di accogliere nelle Case dei Bambini (nel linguaggio non montessoriano sarebbero le scuole dell’infanzia) anche bambini più piccoli. Il successo fu tale che da lì cominciarono a svilupparsi capillarmente servizi montessoriani per lo 0-3 anni. Il primo nido montessori fu a Roma presso l’ENEL, seguito poi dalla Banca d’Italia.

Quali sono quindi le caratteristiche sulle quali i genitori possono concentrarsi per riconoscere la validità o meno di un asilo nido (montessori o non che sia)?

a) la strutturazione dell’AMBIENTE: come già sottolineato nel precedente articolo la preparazione dell’ambiente è un aspetto fondamentale da valutare. Negli asili nido montessori si cerca di  creare un luogo di vita, ovvero un posto che si adatti alla persona e contemporaneamente ne faciliti la sicurezza individuale, favorendone  la protezione, ma anche l’indipendenza. Lo spazio deve essere preparato, in modo tale da garantire lo sviluppo delle potenzialità di ognuno. Al centro deve essere posto il benessere psico-fisico del bambino, favorendo la possibilità di una sua concentrazione individuale. Nell’approccio montessoriano l’ambiente è suddiviso in angoli: sensoriale, di vita pratica, linguistica, gioco simbolico, area morbida e arti plastiche. Le prassi comuni, quali il pranzo, l’igiene e la nanna rientrano tutte in una proposta educativa più ampia.

b) il MATERIALE a disposizione: quali giochi vengono proposti, quale attività? E’ prevista una strutturazione diversa di attività in base all’età del bambino? Durante il corso dell’anno le attività cambiano? E’ bene osservare la qualità dei giochi, sia da un punto di vista funzionale sia anche estetico. Quali materiali vengono utilizzati? Nei nidi montessori normalmente è presente un materiale scientifico, si utilizzano materiali di origine naturale così da far sperimentare al bambino la vera essenza degli oggetti (ad esempio l’uso del legno preferito alla plastica). Nel corso dell’anno le attività mutano in base agli interessi sviluppati dai bambini, così da garantirne un percorso individualizzato.

c) la qualità delle EDUCATRICI: quale sia la loro formazione? Come si presentano? Che modo di fare adottano con i bambini? Come riportano le comunicazioni sullo sviluppo della giornata ai genitori? Nell’approccio montessoriano le educatrici, oltre a seguire una specifica formazione montessoriana, cercano di essere il meno interventiste possibile. In un buon nido non sentirete quasi mai alzare la voce o utilizzare “ricatti” per far fare le cose ai bambini (es. “se metti a posto ti do…”). La maestra osserva il lavorare dei bambini, che, se accerchiati da un ambiente ben preparato, lavorano in serena autonomia senza bisogno di continui richiami o coinvolgimenti da parte dell’adulto.

d) l’AMBIENTAMENTO: nei normali asili si parla di “inserimento” che sembra quasi “la consegna di un pacco” quando in realtà si sta parlando di bambini (la cosa più preziosa che i genitori posseggono). Si preferisce utilizzare il termine ambientamento nel senso di un processo in cui sia i bambini sia i genitori devono cercare di far proprio l’ambiente dell’asilo in termini biologici, psicologici, emotivi, sensoriali e cognitivi. Informarsi sulle tempistiche di ambientamento è fondamentale per capire la qualità dell’asilo. Normalmente si richiedono dalle due alle tre settimane in modo tale da fare un processo graduale in cui sia il bambino sia il genitore sia pronto al momento del distacco. Fare un buon ambientamento è fondamentale per garantire la buona riuscita del percorso educativo del bambino al nido.

e) la ROUTINE seguita: informarsi sulla routine, cosa si fa? Quale siano le tempistiche? In un nido montessori esiste una routine che però tende il più possibile ad adattarsi alle esigenze del bambino. Non per forza vengono proposte attività di gruppo (es. attività del pitturare. Non è detto che per forza tutti i bambini in quel momento vogliano farlo. E’ bene garantire sempre alternative, in un contesto comunque di regole ben precise). La calma è l’elemento che scandisce la giornata.

Scegliere quindi un asilo nido non è facile ma nemmeno impossibile.

Di offerte ne esistono tante e certe anche molto valide. Capire quale siano quelle giuste? Montessorianamente parlando direi: “segui il bambino lui lo sa”.

Osservandolo e capendo le sue esigenze, troverete la soluzione per lui più ottimale.

E’ il vostro bimbo che vi darà quindi la risposta!

scritto da Elisabetta Arato

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