Background Image

Il canto in gravidanza: “cantateli alla vita”

Il canto in gravidanza? Si! Mamme, cantateli alla vita!

«Le donne incinte non dovrebbero leggere libri che trattano di gravidanza e parto. Dovrebbero, piuttosto, guardare la luna e cantare al loro bimbo in grembo».

Questo afferma Michel Odent, medico chirurgo francese, sostenitore del parto attivo e del concetto di salute primale (ovvero “salute del periodo perinatale”).

Questa citazione che suona più una battuta sarcastica che una reale indicazione esprime in realtà un punto di vista molto concreto, articolato e ormai scientificamente accettato e condiviso.

Sappiamo che i suoni, in modo particolare la voce materna, sono uno dei primi fondamentali contatti che il bambino ancora in utero ha con il mondo.

Ancor prima che si sviluppi l’udito vero e proprio, cosa che avviene intorno alla venticinquesima settimana di gestazione, i rumori vengono in parte già percepiti dal feto sotto forma di vibrazioni. I suoni lo ‘massaggiano’, lo ‘toccano’ e rappresentano una prima interazione fisica con l’ambiente circostante. I molti stimoli uditivi presenti all’interno del corpo materno, il battito del cuore, il flusso del sangue, i borborigmi addominali, costituiscono un tappeto sonoro nel quale egli è immerso ininterrottamente.

Sappiamo inoltre che il feto è raggiunto dai rumori e dalle voci del mondo esterno che, pur filtrati e alterati dal liquido amniotico, completano e arricchiscono il bagaglio di stimoli sonori che la nuova vita riceve durante la gravidanza.

Dunque, tornando all’affermazione dell’illuminato Dott. Odent, cantare per il proprio bambino ancora nel grembo materno può rappresentare, sotto diversi punti di vista, un’attività non solo sensata ma  anche costruttiva e lungimirante; una semina i cui frutti si assaporeranno come benefici concreti dopo la nascita.

Ma COSA cantare? 

COME cantare? 

E se si è STONATI!? 

Ecco tutta una serie di interrogativi che sembrano rendere il nostro progetto canoro non accessibile a tutti o, per lo meno, complesso da realizzare…

Bene, vi propongo di accantonare per un po’ tutte queste domande e di porvi, per cominciare, l’unico quesito davvero degno di attenzione:

PERCHÈ cantare in gravidanza?

Conosciamo una serie di condizioni favorite dal canto delle quali beneficiano innanzi tutto le mamme e che di conseguenza si ripercuotono positivamente anche sui nascituri:

  • Cantare accresce la confidenza con il proprio corpo in mutamento e mette al lavoro la catena dei diaframmi (esatto… non ne abbiamo uno solo!) dando luogo ad un vero e proprio allenamento di tutto l’addome che, durante la gravidanza, subisce una profonda trasformazione. Un efficace e assiduo lavoro della catena diaframmatica può rivelarsi un’ottimo esercizio in vista del parto!
  • Cantare affina la consapevolezza e il controllo della respirazione. Respirando profondamente miglioriamo l’ossigenazione del sangue a beneficio nostro e del nostro bambino. Una corretta ed efficace respirazione, in più, è un elemento che può fare la differenza durante il travaglio e il parto. Un training in cui la respirazione venga abbinata a differenti modalità di “emissione sonora” consolida la padronanza dell’atto respiratorio e rende più facile non perderne il controllo durante le fasi più faticose del travaglio.
  • Il canto favorisce il rilascio di endorfine, neurotrasmettitori le cui proprietà lavorano in maniera simile a quelle della morfina e dell’oppio. Le endorfine svolgono un’azione analgesica e rilassante  che, a differenza di quella prodotta dagli oppioidi, è completamente naturale, autoindotta e priva di controindicazioni.
  • Il nostro corpo, quando cantiamo, funge da vera e propria cassa di risonanza. Durante la gravidanza il bambino è immerso all’interno di questa cassa armonica; ciò significa che la mamma, con la sua voce, è in grado non solo di raggiungere l’udito del proprio piccolo ma addirittura di contattarlo fisicamente tramite le vibrazioni che si propagano attraverso il suo corpo.
  • Il canto diventa un ulteriore strumento di conoscenza reciproca, un linguaggio condiviso, privato e unico che dopo la nascita il bambino in parte riconoscerà e ricorderà. Il bagaglio di emozioni veicolato da una semplice nenia o da una qualsiasi altra melodia gradita a mamma e papà si può collocare tra gli elementi di una primissima forma di comunicazione intima tra i genitori e il nascituro, una sorta di “imprinting sonoro” che si andrà poi a consolidare dopo la nascita riproponendogli i suoni che già gli avevano parlato-cantato durante la sua permanenza in utero.
  • Dopo la nascita, la voce materna che canta per il bambino può calmarne il pianto e confortarlo durante gli improvvisi e talvolta misteriosi momenti di crisi che, soprattutto in certi orari, si manifestando durante i primi mesi di vita. Il canto della madre diventa un linguaggio segreto fatto di timbri, accenti, vibrazioni. Porta con sé stati d’animo, intenzioni e informazioni, veicola nutrimento emozionale, arricchendo la relazione madre/figlio di un prezioso strumento comunicativo cui poter ricorrere per lungo tempo.

Quindi mamme, cantateli alla vita e non fatevi inutili domande sulla qualità del vostro canto. I vostri figli sono e saranno i vostri più accaniti fan… per lo meno finché non si avvicinerà l’adolescnza… ma questa è un’altra storia!

Per le future mamme che fossero interessate a seguire un percorso guidato alla scoperta dei molti potenziali della voce partiranno a breve una serie di incontri per gestanti in cui, davvero chiunque, potrà sondare, scoprire e portare alla luce il proprio potenziale sonoro.

Chi vorrebbe partecipare ma è convinta di essere stonata sappia che in realtà è proprio lei la candidata ideale per questa giocosa avventura insieme: alla scoperta della voce!

 

a cura di Elena Menichini

 

Per un piacevole approfondimento sull’argomento… anche se si era detto di leggere meno e cantare di più…

Alfred A. Tomatis, La notte uterina. La vita prima della nascita e il suo universo sonoro, Red Ed.

Ina May Gaskin, La gioia del parto: segreti e virtù del corpo femminile durante il travaglio e la nascita, Bonomi Ed.

Frédérick Leboyer, L’arte di partorire naturalmente. Esercizi vocali e di respirazione dall’inventore del parto senza violenza, Red Ed.

Alix Zorrillo Pallavicino, Nascere in musica, Ed. Borla.

No Comments

Post a Comment

In quale ospedale partorire a Genova?
Scopri quello giusto per te!

In quale ospedale partorire a Genova?

Scopri quello giusto per te!

Grazie di esserti iscritta!

You dont have permission to register

Password reset link will be sent to your email