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E se nasce prima? Strategie di intervento per i prematuri

Negli ultimi anni si è fatta sempre più forte la consapevolezza della necessità di interventi finalizzati alla cura della persona, alla promozione del benessere e al perseguimento della coesione sociale, nella formazione e nell’espressione della genitorialità, nella tutela e sostegno ai minori, anche ai più piccoli fra loro. Nell’ottica di sostenere questi tipi di interventi, i servizi 0-2 anni si pongono come una risorsa per i genitori e un’occasione di crescita per i bambini.

Un servizio per bambini di 0/2 anni deve cercare di garantire lo sviluppo del potenziale percettivo del bambino al fine di interiorizzare più informazioni e strategie di utilizzo possibile, in modo da essere equipaggiato per varie fasi di sviluppo. A tal fine è necessario che il sistema che circonda il bambino possa garantirgli uno spazio di esplorazione ampio, garantendo alla madre e contemporaneamente alla coppia genitoriale la stabilità necessaria. Questa condizione a sua volta si raggiunge con la condivisione di spazi e idee sulla maternità, sulla genitorialità e le sue funzioni, sulle modalità di stimolo del bambino, elaborando gli ideali che accompagnano l’idea di genitorialità potendo costruire una immagine più reale del bambino sganciandolo così da una dimensione ideale che può confondere.

Il Progetto Prima Infanzia è composto da una psicologa, una logopedista, una neuropsicomotricista e una fisioterapista. Ognuna di noi, crede da sempre in una professionalità rivolta alla prima infanzia come momento della vita ricco di potenzialità uniche e delicate da preservare e sostenere. Insieme, riteniamo indispensabile che il bambino e la sua famiglia possano contare in una risposta ai loro bisogni più ampia possibile che trova integrazione e forma nella multidisciplinarità. Incontrarci, ha permesso di trovare una progettualità comune in risposta ai bisogni della prima prima infanzia e ci ha poi permesso di specializzarci a favore di quei bambini che nascono prima del termine.

Ogni anno, infatti, in Italia 40mila neonati, il 7% circa delle nascite, vengono alla luce pretermine, prima cioè della 37esima settimana di gestazione. La maggior parte, circa il 5%, nasce dopo la 32esima settimana e circa il 2% prima. Un fenomeno così vasto e crescente ha richiesto l’attivazione delle Strutture Pubbliche che negli anni hanno costruito una rete assistenziale capace di accogliere e di sostenere il bisogno per la fascia di bambini più debole ed esposta che sono i bambini che nascono prematuri per intenderci prima della 32° settimana. Ma come fare a garantire il diritto alla Salute di quel 5% della popolazione infantile che nasce tra la 32° e la 37° settimana di gestazione e che necessita di attenzioni particolari? (carta dei diritti del neonato prematuro).

Il Progetto Prima Infanzia, si rivolge ai Late Preterm ossia ai bambini nati ad un’età gestazionale compresa tra la 32° e la 36° settimana. Questo gruppo di bambini, corre il rischio di sviluppare sindromi generalizzate di sofferenza neurologica, linguistica, motoria e relazionale, che pur non raggiungendo inizialmente un quadro diagnostico completo, quando non individuate o trascurate, possono portano alla manifestazione di vere e proprie patologie come ADHD, deficit di apprendimento, disfunzioni relazionali.

Il nostro obiettivo è creare una rete, ad oggi ancora inesistente, che possa integrare e collaborare con:
– le U.O. pediatriche ospedaliere e l’assistenza territoriale potendo garantire una continuità assistenziale e metodologica tra l’ospedale e il territorio raccogliendo informazioni specifiche in tempi adeguati evitando lunghe liste d’attesa.;
– i pediatri di libera scelta in modo da garantire che la gestione della salute del bambino possa essere integrata dalle informazioni riguardo le funzioni evolutive del bambino pre-termine e così sostenere la sua crescita – potenziando le risorse di cui il bambino dispone;
– le scuole materno-infantili struttura importante per la crescita e l’integrazione. La presentazione e descrizione agli insegnanti delle caratteristiche psicoevolutive del bambino consente di favorire il buon inserimento e la partecipazione attiva del bimbo alla vita istituzionale del gruppo e della comunità;
– l’associazione famiglie, Cicogna Sprint, al fine di promuovere una cultura di attenzione e sostegno, che consenta alle famiglie interessate di trovare pieno appoggio nell’ambiente sociale, a partire da un approccio di condivisione basato sulla conoscenza del fenomeno. (link associazione famiglie)

L’iter valutativo può essere proposto dal 18° mese di età ed è ripetuto nel corso dello sviluppo del bambino fino all’età prescolare.

 

Scritto da: Laura Pecori

 

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